
Il centro-sinistra italiano, ossia quello che resta, gli avanzi della forte sinistra portata ai massimi splendori dalla direzione di Enrico Berlinguer negli anni Settanta, ci ha sempre raccontato la favola dell’Italia che si sarebbe “ripulita” aderendo all’Europa e a tutte le iniziative prese dai maggiori paesi, leggi Francia e Germania.
Ripulita in tutti i sensi, dal punto di vista morale, perché siamo sempre stati considerati un paese levantino e voltagabbana, grazie anche al fatto che non abbiamo mai finito una guerra che dico una dalla stessa parte da cui l’abbiamo cominciata.
Senza offendere i discendenti dei piemontesi, anche le guerre d’indipendenza, e la prima guerra mondiale hanno visto un comportamento tal quale dell’Italia, coerente nell’incoerenza più assoluta.
Insomma se ci siamo ripuliti da qualcosa nei secoli è stato semmai della statura morale, civile, democratica e dalla potenza incontrastabile dell’Antica Roma.
Il dogma italiano, per via della dipendenza diretta dei politici dalla finanza è sempre stato: profitti privati e perdite socializzate.
Basta vedere, per affermare che l’Europa si è italianizzata, come si è comportata nell’allargamento rapido e poco ragionato verso Est.
Allargamento che pregiudicherà per moltissimi decenni la nascita di una Europea politica e militare dopo quella finanziaria ed economica.
In realtà l’unica Europa che servirebbe ai popoli e agli equilibri internazionali.
Oltre all’allargamento basta rifare la breve storia delle decisioni della BCE, la banca Centrale Europea che nonostante tutti i segnali facevano prevedere a breve una tragica recessione ha tenuto ad alzare i tassi per paura di incentivare i consumi interni e arrivare ad una inflazione.
In questo modo non ha fatto altro che deprimere l’economia locale e incentivare quella delle Corporation e delle Multinazionali.
I tassi d’interesse in Europa sono al 3,25%, in Giappone allo 0,50% in Usa all’1%!
Nonostante questo comunque i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani e i commercianti, gli agricoltori non riescono a liberarsi dall’idea mortifera che il meglio per loro è restare alleati della grande impresa.
La grande impresa, che succhia le maggiori risorse, insieme alle banche togliendole alle famiglie e a loro.
L’ultima italianata l’abbiamo dovuta vedere con la decisione sul prestito Alitalia.
L’Europa ha deciso: si alla CAI, no al prestito pubblico di 300.000.000 milioni trecento di euro.
Che significa questa decisione se la CAI ha potuto essere fondata, trattare coi sindacati nel modo che tutti abbiamo potuto vedere e continuare nel suo lavoro di sostituire la vecchia compagnia di bandiera, proprio grazie al prestito di 300 milioni che ha impedito il fallimento Alitalia con conseguente perdita delle rotte?
credits: fallito90 ha aggiunto questo added November 13, 2008 30
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3 responses // Italianizzazione dell'Europa!
L'analisi è giusta perché prende atto dei comportamenti concreti dei vari paesi europei.
Basterebbe citare il cambio di campo del Presidente Berlusconi, da Bush a Putin in pochi anni. Quelli che dividono il 2002, anno dell'intervento in Iraq, al 2008 anno della conversione.
La conversione italiana ha ragioni economiche e finanziarie, dunque motivate da interessi nazionali, al di sopra di quelli della NATO e della colazioni di guerra in Iraq e Afghanistan.
Le stesse ragioni per le quali in Irlanda, in Francia, ma anche in tanti paesi del Nord Europa le popolazioni e i governi non sono per nulla convinti di una Europa unita politicamente e militarmente.
Questa decisione storica infatti taglierebbe di colpo il potere più importante ai governi locali, i quali non potrebbero più agire direttamente o far agire indirettamente i Servizi segreti in difesa di interessi nazionali ma di quelli europei, che come tutti possono facilmente comprendere sono molto ma molto diversi.
Dallo scenario internazionale che prevederebbe un atteggiamento diverso bei confronti dei paesi emergenti, degli Usa della NATO, dei paesi rimasti indipendenti ma non europei, e della Russia.
Quando le analisi e le ragioni di Stato sono mosse da interessi finanziari ed economici di piccoli gruppi nazionali e grandi gruppi internazionali, ossia quando la politica si mette al servizio della finanza e dell'economia, la fine dei popoli è certa.
Ha avuto ragioni da vendere il Presidente del Brasile Lula Da Silva quando ha affermato, parlando a Napolitano che forse è il caso da prendere meno in considerazione analisti di mercato e più analisti della situazione sociale, della condizione umana, e della protezione dell'ambiente in cui viviamo!
reply flag ulissevietato 1 month ago
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Senza tenere conto del fatto che gli analisti di mercato, pur avendo a disposizione i dati reali sui quali lavorare, li hanno ignorati per permettere alle finanziarie e alle banche di truffare i lavoratori che volevano comprarsi una casa e quelli che gli hanno affidato i risparmi di una vita!
reply flag FletcherProuty 1 month ago
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http://www.myspace.com/lupo090459
reply flag fallito90 1 month ago
























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